Trasparenza


Cosa si intende per documento ammministrativo


Cosa significa accedere ad un documento amministrativo


Quando è possibile/utile utilizzare la Legge 241/90


Che cosa è il diritto di accesso


Come accedere agli atti amministrativi


Nei confronto di chi può essere esercitato il diritto di accesso


Chi può esercitare il diritto di accesso


Quanto tempo ha l'amministrazione per rispondere


Se non si ottiene risposta


Il Responsabile


L'avvio del procedimento (Art.8)


Autocertificazione (Art.18 con modifiche e integrazioni)


 

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Cosa si intende per documento ammministrativo

Ai sensi dell'art. 22 della Legge 241/90 (con modifica e integrazione della Legge 15/2005) è considerato documento amministrativo qualsiasi rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una Pubblica Amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse.

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Cosa significa accedere ad un documento amministrativo

Il cittadino ha il diritto di esaminare gratuitamente i documenti amministrativi e di richiederne il rilascio di una copia o di un estratto degli stessi. In tal caso la consegna può essere subordinata soltanto al rimborso del costo di riproduzione, eccetto diverse disposizioni (quali ad esempio bolli, diritti di ricerca, ecc).

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Quando è possibile/utile utilizzare la Legge 241/90

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Che cosa è il diritto di accesso

È il potere/diritto degli interessati di richiedere, prendere visione, ed eventualmente, ottenere copia dei documenti amministrativi. Ai sensi dell'art. 22 della Legge 241/90 “al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi”.

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Come accedere agli atti amministrativi

Sono previste due modalità di accesso (ex DPR 352/92):

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Nei confronto di chi può essere esercitato il diritto di accesso

Il diritto di accesso si esercita nei confronti di:

L'accesso è escluso per i documenti coperti da segreto di Stato, nonchè nei casi di segreto o divieto di divulgazione, secondo quanto previsto dall'ordinamento. Pertanto è compito delle amministrazioni individuare gli atti conoscibili e quelli che necessitano di essere tutelati.
Da tenere presente che le P.A. possono differire l'accesso ai documenti richiesti fino a quando la conoscenza degli stessi determinasse un impedimento per il regolare svolgimento dell'azione amministrativa.

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Chi può esercitare il diritto di accesso

Tutti i soggetti (cittadini, associazioni, imprese, ecc.) che dimostrino di avere un “interesse giuridicamente rilevante” nei confronti dell'atto oggetto del diritto di accesso. Ai sensi dell'art. 9 del DPR 352/92, il diritto di accesso è riconosciuto anche “alle amministrazioni, associazioni e comitati portatori di interessi pubblici o diffusi”.

È possibile intervenire nei seguenti modi:

In entrambi i casi l'amministrazione provvederà a:

È possibile che l'amministrazione preveda altre modalità di accesso, oltre quelle descritte. E' inoltre, fondamentale che la richiesta di accesso debba essere sempre motivata.

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Quanto tempo ha l'amministrazione per rispondere

La Legge 241/90 prevede che le pubbliche amministrazioni determinano per ciascun tipo di procedimento il termine entro cui esso deve concludersi, con apposita disciplina, e laddove non abbiano provveduto in tal senso, che il termine è di 90 giorni.(Legge 15/2005).

Quindi il termine di 90 giorni è solo indicativo, in quanto l'amministrazione stessa può aver emanato un regolamento che stabilisca termini diversi. Per avere conferme o informazioni dei termini entro cui dovrà pronunciarsi l'amministrazione, si può far riferimento all'URP, chiedendo, eventualmente, anche di poter visionare la pubblicazione che riporta l'indicazione dei tempi del procedimento.

I termini devono essere calcolati a partire dal momento in cui l'ufficio competente ha ricevuto la domanda (in caso di A/R dal giorno in cui ha firmato per avvenuta ricezione). Qualora il cittadino non avesse individuato ed indirizzato l'istanza all'ufficio competente, sarà questo stesso a dover trasmettere la domanda al soggetto giusto. Di questa trasmissione è data comunque comunicazione all'interessato. (cfr DPR 352/92, art 4 comma 3)

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Se non si ottiene risposta

È previsto dalla Legge 241/90 (con modifica e integrazione della Legge 15/2005)che trascorso il termine, la domanda si intende accettata. Vale cioè il meccanismo del silenzio-assenso.

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Il Responsabile

Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a determinare, per ogni tipo di procedimento di loro competenza, il responsabile dell'istruttoria e di ogni altra fase procedimentale, nonchè l'ufficio competente a emettere la disposizione finale. Tali elementi devono venire comunicati ai soggetti interessati (in primis al cittadino). Il dirigente di ogni ufficio deve provvedere a suddividere i provvedimenti tra sè e gli altri componenti della propria unità lavorativa. In mancanza di indicazione specifica, l'assegnatario resta il dirigente d'ufficio.
Tra i compiti del responsabile del procedimento ci sono:

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L'avvio del procedimento (Art.8)

Viene comunicato agli interessati tramite comunicazione personale da inoltrare deve essere fatta a tutti i soggetti in qualche modo destinati a subire le conseguenze e a ricevere gli effetti dell'emissione dell'atto finale del procedimento. Devono essere inoltre informati quei soggetti cui potrebbe derivare un pregiudizio a seguito dell'emissione dell'atto in questione, nonchè tutti coloro che sono chiamati dalla stessa legge a partecipare all'atto. Nella comunicazione personale devono essere indicati:

Nel caso in cui la comunicazione personale a tutti gli interessati non sia possibile o sia eccessivamente gravosa, l'amministrazione coinvolta dovrà comunque comunicare gli elementi sopra espostisecondo i modi più opportuni.

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Autocertificazione (Art.18 con modifiche e integrazioni)

Grande importanza viene data anche all'autocertificazione. È infatti previsto che, nel caso in cui l'interessato lo dichiari, fatti, stati e qualità attestati in documenti già in possesso delle Pubbliche Amministrazioni, debbano venire acquisiti d'ufficio presso le amministrazioni depositarie.
La dichiarazione dell'interessato è richiesta solo per l'acquisizione di elementi necessari per la ricerca dei documenti.

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